Che palle, un altro blog sullo sport!
Già, che palle. Una noia mortale, questo sport. In fondo, cos'avrà mai di speciale, specialmente il calcio? Già, il calcio. Perchè lo seguiamo? Perchè seguire uno sport che sta rapidamente passando la fase di coma pilotato per entrare in quella di coma profondo? Cosa ce ne frega a noi?
Chi davvero non segue il calcio, questo dubbio non se lo pone. Chi lo segue sì, e si agita, si ripromette di non guardare più un mondo che l'ha ormai disgustato, di sostituirlo con il sano hobby del bricolage, di passare le domeniche pomeriggio a fare altro. Poi la domenica mattina usciamo per andare a comprare i dolci, l'occhio cade sui quotidiani sportivi e il nostro cervello si procurà una scusa, a costo di inventarlo. Così alle 15:00, quando ancora non abbiamo smaltito una dose tripla di polpettone, siamo davanti alla tv. Magari siamo calmi e compassati come Sgarbi quando litigò con la Mussolini.
Il nostro difensore interviene in bagher e noi gridiamo che non è rigore. Il nostro attaccante cade che Cagnotto gli fa una pippa e invochiamo il penalty. Facciamo il gol del 7-1 ed esultiamo come se avessimo pareggiato al 94' in 9 contro il Brasile nella finale mondiale. Subiamo il quinto gol e continuiamo a dare indicazioni tattiche, sperando che la telepatia esista e il terzino sfigato si decida finalmente a scendere sulla fascia. Poi di sera, con la scusa di rivedere un gol che abbiamo già visto 247 volte da ogni angolazione fino a cogliere la contrazione del malleolo del trequartista al momento del tiro, facciamo il giro delle trasmissioni sportive.
Lì, come fa notare l'ottimo Severgnini, è possibile trovare ogni tipo di giornalista. Anche quello che di giorno era stato in un'altra trasmissione e che, quando la squadra perdeva, ha passato 45 minuti a criticare l'allenatore e, dopo la rimonta, ha passato altri 45 minuti ad elogiarlo. Concludeva Severgnini nel "Manuale dello sportivo imperfetto": "Perchè non lo disprezziamo? Semplice, ci somiglia".
Lo spirito di questo blog è quello di esplorare un mondo affascinante come quello del football (o soccer) senza tralasciare qualche puntatina in altri sport. La speranza è di farlo con disincanto e ironia. Tifo Napoli, e quindi avrò un occhio di riguardo per gli azzurri, senza dimenticare il resto del mondo del pallone. Qualche rubrica, note di colore, e spero presto qualche collaborazione. Giusto il tempo di organizzare il tutto dopo essere uscito dalla tremenda giungla dell'html grazie al buon Luca che, tra un po', arriverà al punto di sviluppare un software in grado di risolvere quell'antipatico fastidio della mortalità.
A presto.
Già, che palle. Una noia mortale, questo sport. In fondo, cos'avrà mai di speciale, specialmente il calcio? Già, il calcio. Perchè lo seguiamo? Perchè seguire uno sport che sta rapidamente passando la fase di coma pilotato per entrare in quella di coma profondo? Cosa ce ne frega a noi?
Chi davvero non segue il calcio, questo dubbio non se lo pone. Chi lo segue sì, e si agita, si ripromette di non guardare più un mondo che l'ha ormai disgustato, di sostituirlo con il sano hobby del bricolage, di passare le domeniche pomeriggio a fare altro. Poi la domenica mattina usciamo per andare a comprare i dolci, l'occhio cade sui quotidiani sportivi e il nostro cervello si procurà una scusa, a costo di inventarlo. Così alle 15:00, quando ancora non abbiamo smaltito una dose tripla di polpettone, siamo davanti alla tv. Magari siamo calmi e compassati come Sgarbi quando litigò con la Mussolini.
Il nostro difensore interviene in bagher e noi gridiamo che non è rigore. Il nostro attaccante cade che Cagnotto gli fa una pippa e invochiamo il penalty. Facciamo il gol del 7-1 ed esultiamo come se avessimo pareggiato al 94' in 9 contro il Brasile nella finale mondiale. Subiamo il quinto gol e continuiamo a dare indicazioni tattiche, sperando che la telepatia esista e il terzino sfigato si decida finalmente a scendere sulla fascia. Poi di sera, con la scusa di rivedere un gol che abbiamo già visto 247 volte da ogni angolazione fino a cogliere la contrazione del malleolo del trequartista al momento del tiro, facciamo il giro delle trasmissioni sportive.
Lì, come fa notare l'ottimo Severgnini, è possibile trovare ogni tipo di giornalista. Anche quello che di giorno era stato in un'altra trasmissione e che, quando la squadra perdeva, ha passato 45 minuti a criticare l'allenatore e, dopo la rimonta, ha passato altri 45 minuti ad elogiarlo. Concludeva Severgnini nel "Manuale dello sportivo imperfetto": "Perchè non lo disprezziamo? Semplice, ci somiglia".
Lo spirito di questo blog è quello di esplorare un mondo affascinante come quello del football (o soccer) senza tralasciare qualche puntatina in altri sport. La speranza è di farlo con disincanto e ironia. Tifo Napoli, e quindi avrò un occhio di riguardo per gli azzurri, senza dimenticare il resto del mondo del pallone. Qualche rubrica, note di colore, e spero presto qualche collaborazione. Giusto il tempo di organizzare il tutto dopo essere uscito dalla tremenda giungla dell'html grazie al buon Luca che, tra un po', arriverà al punto di sviluppare un software in grado di risolvere quell'antipatico fastidio della mortalità.
A presto.




