lunedì, 31 marzo 2008
Gianello: vede Fontana sbagliare un'uscita e per ribadire la sua superiorità in quel settore due minuti dopo uccide tre mosche con una manata mentre il pallone sfila via. Per il resto pronto. Voto: 6
Domizzi
: ammonito, torna tra i diffidati. Scommettiamo che alla prossima prende un giallo? Comunque si guadagna la pagnotta, anche se spesso la guadagna senza giocare. Voto: 6
Cannavaro
: rapidissimo su Amauri nel primo tempo. Con una velocità del genere rischi di farti investire da un'auto spinta da un passante. Nella ripresa torna tra noi umani. Voto: 5,5
Contini
: a un certo punto l'ho visto sulla fascia destra a chiudere su Balzaretti che aveva saltato il paletto-Grava. Contemporaneamente è apparso a dodici fedeli in un pub della Scozia e teneva un comizio elettorale a Belluno. Voto: 6,5
Grava
: terza persona singolare, indicativo presente, verbo gravare, ovvero pesare negativamente su qualcosa. Quando il nome è tutto un programma... Voto: 4,5
Savini
: oggi si limita alla fase di scopertura e la fa bene. Voto: 5
Hamsik
: non me la sento di andare oltre la sufficienza, perchè ha giocato male e si pettina i capelli come io mi pettino nelle mutande. Però che capata, che capata, che capataaaaaaaaaaaa! Voto: 6
Blasi
: potrebbe mettere su un servizio di asportazione menischi a freddo, senza anestesia. Tanta grinta, alla prossima ci mancherà. Voto: 6
Pazienza
: quello del primo tempo non era un tiro, era tentato omicidio. Meglio del solito. Voto: 6,5
Calaiò
: fa un lavoro talmente sporco che potrebbe darsi una ripulita rotolandosi nel carbone. Ma gioca bene. Voto: 6,5
Lavezzi
: entra un ragazzino nel Palermo e lo squalo 2 improvvisamente si sposta a sinistra... alla fine paga. Ma stia attento al Telefono Azzurro. Voto: 7

(Garics: non fa rimpiangere Grava, ma per farlo rimpiangere avrebbe dovuto uccidere un raccattapalle a mani nude. Voto: 6)
(Bogliacino: l'elemento tattico che apre il Palermo, darei la palla destra per avere il suo piede sinistro. Voto: 6,5)
(Sosa: a fine stagione ci lascerà. E' come perdere un figlio. Anzi, un nonnetto molto arzillo. Grande Pampa. Voto: 6,5)

Reja: cucù, a volte ritornano. Oggi azzecca tutte le sostituzioni, l'ultima volta che era successo era ancora in vigore la costituzione di Carlo Alberto. Bene anche lui (Reja, non Carlo Alberto). Voto: 6,5
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lunedì, 31 marzo 2008
All'apparenza il campionato del Napoli, fino ad ora, si potrebbe definire neutro: posizione di metà classifica, sostanziale equilibrio di vittorie e sconfitte, di gol fatti e subiti, la vittoria col Palermo ha riportato equilibrio anche nei punti persi e presi nel finale, sette in entrambi i casi.

Ma la statistica è anche quella cosa per la quale, diceva De Crescenzo, se ti mettono la testa nel frigo e il didietro in un forno stai statisticamente bene. Così il campionato del Napoli si è dipanato tra grandi emozioni (abbiamo battuto cinque delle prime sette in classifica) e imprevisti flop (contro le ultime tre della classifica abbiamo fatto tre punti in sei partite).

Contro il Palermo vincere era importante, non solo per raggiungere la quota salvezza ma per liberare la testa da tutti i pensieri. De Laurentiis, inguaribile scaramantico, dice che mancano ancora due punti perchè il Bologna, nel 2004/2005, con 42 punti retrocesse. Ma è vero anche che in quel campionato tra l'ottava (Roma, 45 punti) e la diciannovesima (Brescia, 41 punti) c'erano quattro punti di distacco: una congestione di classifica assurda, che quest'anno quasi sicuramente non ci sarà.

Bene solo nel secondo tempo, vittoria legittimata (anche se un pareggio non sarebbe stato affatto rubato dal Palermo), schema "a cazzo" di Reja, testata di Sosa, tacco di Lavezzi deviato da Cossentino e capocciata astrale di Hamsik, fino a quel momento invisibile.

E sono 40, finalmente: ora pensiamo a divertirci.
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categoria:napoli
domenica, 30 marzo 2008
Aveva un nome di quelli che si possono permettere soltanto un argentino di Buenos Aires o il figlio di un insegnante di tango di Vimodrone: Carlos Bianchi.

Sia detto per inciso, parliamo di un tecnico titolatissimo: 7 campionati argentini, 4 Libertadores, 3 Intercontinentali. Al Velez Sarsfield è ancora un Dio: vinse praticamente tutto, inclusa l'Intercontinentale, con due sberle al Milan date da uno di cui riparleremo, tale Trotta, e un altro con un nome da emoticon di Msn, Asad. Partita strana: Costacurta, che quando sente l'aria frizzantina dell'Intercontinentale si piscia sotto puntualmente, si fece buttare fuori. Un espulso anche per il Velez, il portiere di riserva Guzman che invase il campo in cerca del titolo di "Millennium Pirla". Ha fatto anche collezione di Libertadores, e qui un neofita potrebbe dirmi che l'ha vinta anche l'Once Caldas: però se fai bingo tre volte su quattro a Tokyo tanto fesso non devi essere.

Su questo concetto, quindi, siamo d'accordo. Perciò mi dico: chi era quel tizio che allenava la Roma e che sembrava la controfigura con meno capelli di Antonino Zichichi? Chi era quell'uomo paurosamente somigliante al nonno multimediale di Paolantoni dopo che ha preso la 320 volt? Vorremmo saperlo, gentilmente. La fama era quella del tecnico che sapeva fare gruppo, che aveva occhio, divertente e vincente. Praticamente la Madonna di Lourdes con meno capelli. Il suo figliuolo prediletto, però, si chiama Roberto Luis Trotta, un altro dei tanti col nome italo-argentino. Trotta, per lui, era un fenomeno, e nel campionato argentino ha lasciato un segno: su parecchie gambe avversarie, considerando il record di 17 espulsioni totali.

In compenso, però, Bianchi si filava pochino un giovincello di venti anni, alla Roma da sempre, già titolare da due stagioni: si chiamava Francesco Totti, ma quando hai Trotta che vuoi che sia? In attacco, quindi, tanto spazio al dentuto Fonseca e soprattutto a Balbo, che bene o male tenne a galla la squadra quell'anno. C'era anche Dahlin, il primo della fiorente tradizione di attaccanti svedesi dai tratti tipicamente scandinavi (lui, Larsson, Ibrahimovic, ne stiamo aspettando uno con gli occhi a mandorla).

Si parte e l'entusiasmo è alle stelle, perchè la Roma gioca e gioca bene: subito un 3-1 in casa al Piacenza, poi tre gol alla Dinamo Mosca in Coppa Uefa, poi altri due al Vicenza. Quando in casa con la Sampdoria Balbo firma il gol del vantaggio c'è già chi sogna ad occhi aperti. Poi i blucerchiati ne fanno quattro, uno dietro l'altro, schiantando la Roma all'Olimpico. La Roma, però, riparte: ancora tre gol, in trasferta, alla Dinamo, pareggio sfortunato con la Reggiana e sonoro 3-0 al Milan. La squadra va, la squadra va... la squadra va in malora di lì a poco: un punto in tre partite in campionato, tre pappine dal Karlsruhe (sesto in Bundesliga) in Coppa Uefa. Basti pensare che sotto Bianchi la Roma fece dieci punti nelle prime cinque partite, ma per arrivare a quota venti dovette praticamente terminare il girone d'andata. Nel girone di ritorno gli fu fatale una sconfitta a Torino (3-0 dalla Juventus) dopo che aveva pareggiato in casa persino con la Reggiana.

Carlos Bianchi andò via dicendosi convinto che la squadra avrebbe agganciato la zona Uefa, la società chiamò al suo posto un giovane di belle speranze, tale Nils Liedholm. La Roma eviterà la retrocessione per soli quattro punti.

E il nonno multimediale tornò in Argentina dove, sorpresa, continuerà a vincere col Boca Juniors. Sorpresa nemmeno tanto... e qui apro un discorso che non vuole essere razzista. Vanno benissimo gli attaccanti sudamericani, discretamente anche i difensori, un po' meno bene i portieri... ma gli allenatori perchè? Tabarez, Bianchi, Lazaroni, la storia del calcio italiano recente è costellata da esempi di questo genere: presidenti nostalgici di Heriberto Herrera e del "movimiento" vanno a pescare tecnici che, nei loro paesi, sono essenzialmente abituati a fare quello che fa ogni tecnico da quelle parti. Si tratta di mettere in campo i tre-quattro campioncini presenti e farsi il segno della croce.

Bianchi fu vittima di un equivoco, lo chiamarono e probabilmente, alla prima giornata, disse una cosa tipo: "Dov'è la distinta con la formazione?". "Deve farla lei, mister". "Cosa? Ma in Argentina mica la facevo io!". "In Italia è così, mister". "Uff, ma che roba, vediamo: Trotta... no, non posso mettere anche Totti, poi ci sono troppe T e suona male, mettiamo Balbo che fa tanto pugile, poi c'è Dalinho. Come sarebbe Dahlin? E' nero, sicuramente è brasiliano, quindi Dalinho". "Che schema usiamo mister?". "Come sarebbe schema? Andate in campo e segnate!". "Eh ma se non ci dà uno schema...". "Uffa, ma devo fare tutto io?".

Ok, Carlos, ora però calmo... sta arrivando l'ambulanza, non agitarti e ricorda, "NON SEI PAZZO"...
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categoria:mallenatori
sabato, 22 marzo 2008
Gianello: appena esce dall'area piccolissima ha un tale senso dell'orientamento che potrebbe concludere la Lisbona-Dakar passando per Shanghai. Ancora una volta, però, non ha colpe. Voto: 6
Santacroce
: oggi non fa molti anticipi. Ci pensano gli attaccanti della Reggina a ritardare per facilitargli la cosa. Voto: 6,5
Cannavaro
: volendo esprimere in maniera asettica, scevra di pregiudizi e intellettualmente forbita il suo rapporto con Amoruso, si potrebbe implicitamente sostenere che il suddetto elemento offensivo in questione "gliarimbarza". Voto: 6,5
Contini
: Brienza è tuo. Non significa che è di tua proprietà e risponde ai tuoi comandi. Ricordarselo, anche oltre il 90'. Voto: 6
Garics
: io ho il suo stile quando tengo in ordine la mia camera. Che infatti è un troiaio. Voto: 5,5
Blasi
: la Montessori non approverebbe i suoi metodi. Ma noi di quella sadica vecchiaccia ce ne sbattiamo i maroni. Voto: 6,5
Gargano
: in fase difensiva lui dovrebbe fungere da mediano per raccogliere le respinte dei difensori. In realtà funge da fungo, nel cerchio di centrocampo. E Brienza ringrazia. Voto: 5,5
Hamsik
: guarda davanti e vede Lavezzi circondato da tre difensori. Guarda sulle fasce e vede Grava e Garics. "Grazia Arcazzo" che uno va in depressione. Voto: 6
Sosa
: è bravo di testa, immondo di piede, sostanzialmente immobile, eppure ogni tanto la butta dentro. Praticamente è Aglietti. Voto: 6
Lavezzi
: assist di petto. Gli manca solo lo stop di malleolo e il gol di clavicola, poi il suo repertorio è completo. Voto: 6,5

(Bogliacino: vorrei trovare, un senso a questo cambio, anche se questo cambio, un senso non ce l'ha... S.V.)
(Pazienza: alla prossima sarà titolare. Lo spettro di una staffetta con Montervino si profila inquietante all'orizzonte... S.V.)

Reja: il significato della sostituzione Bogliacino-Lavezzi è nascosto nel suo cervelletto. E per cervelletto non intendo quello che si trova dietro in basso nel cranio, ma proprio tutto l'insieme. Voto: 5

EDIT
: avevo dimenticato Grava, la classica rimozione dell'inconscio. Comunque non ha giocato male.
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categoria:napoli
sabato, 22 marzo 2008
Dopo il gol ho di Sosa detto: "Ma ora Reja fa entrare lo stesso Bogliacino per Lavezzi?". Un mio amico mi ha dato giustamente dell'idiota, perchè non puoi togliere così la principale arma di contropiede con gli avversari costretti a scoprirsi. Ho riconnesso il cervello, e ho riconosciuto che sarebbe stato assurdo. Reja, purtroppo, a volta non solo non riconnette, ma non connette neanche.

La situazione sembrava simile a quella di Cagliari, con la differenza che all'epoca ci massacrarono e meritavano di segnare, mentre la Reggina di oggi non ha creato molto e quel poco che ha creato è partito dai piedi di Brienza. Invece, nel recupero, su un cross avversario restiamo con quattro difensori in area, manco dovessimo pareggiare noi. Praticamente eravamo già andati a bere il tè caldo.

A parte questo, pareggio giusto: una vittoria ci avrebbe premiato eccessivamente. Ora, col Palermo, cerchiamo di fare i tre punti che ci mancano per la quota-salvezza in modo da stare un po' più tranquilli.
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categoria:napoli
giovedì, 20 marzo 2008
Gianello: solo Elio Vito si produce in uscite più incomprensibili delle sue, ma quando c'è da metterci la mano è pronto come al solito. Voto: 6,5
Cannavaro
: se le faine fossero scaltre come lui oggi mangeremmo uova di gnu. E tira fuori un lancio telecomandato imprevisto e imprevedibile. Voto: 7
Santacroce
: si mantiene sui suoi standard, a metà tra San Francesco e lo Spirito Santo. E per mostrare modestia, nel finale commette anche un errore. Voto: 7
Domizzi
: ottima prova, con un sottinteso messaggio politico nella sua ammonizione. Non è giusto che si lavori nella settimana di Pasqua. Voto: 6,5
Savini
: nei primi venti minuti è sinistro, nel senso di tetro. Negli altri settanta è sinistro, nel senso di esterno. In crescita. Voto: 6
Hamsik
: è ovunque. Lui è uno-e-trino, e qualcuno a giugno pensava che fosse una-la-trina. Prima di applaudirlo, sciacquarsi le gengive. Voto: 6,5
Gargano
: non è una Lotus, ma può aspirare ad avere la sua stessa velocità. La Lotus, ovviamente. Voto: 6,5
Blasi
: sembra Chuck Norris. Anzi, è la sua reincarnazione senza calcio rotante. Voto: 6,5
Mannini
: minuto 92. Giocatori della Fiorentina depressi e fermi, Napoli che fa il torello. Lui parte come un treno sulla fascia e chiama palla. E ho detto tutto. Voto: 7
Lavezzi
: la scorsa settimana gli ho messo 5,5. Ieri ha fatto due gol giocando da 8,5. Se tanto mi dà tanto... Voto: 3
Calaiò
: si muove, rischia di propiziare il terzo gol con un bel tiro. Per molti non ha giocato bene ma è un'illusione ottica. E' dotato, ma affianco a lui ha John Holmes. Voto: 6

Sosa
: como se parea col PAM-PA! PAM-PA! Voto: 6
Pazienza
: entra in campo e i telecronisti parlano per la prima volta di "ex di turno". Evidentemente Savini non ha lasciato grandi ricordi neanche a Firenze... S.V.
Bogliacino
: è panchinaro. E c'è ancora gente che la mena con lo spreco idrico... S.V.

Reja
: dà il meglio di sè quando non deve cambiare la squadra in corsa. Anche io sarei un ottimo idraulico se non dovessi riparare tubi. Però la formazione è messa bene. Voto: 6,5
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categoria:napoli
giovedì, 20 marzo 2008
Per scaramanzia non l'ho scritto, però ieri un amico mi ha chiesto se valeva la pena di buttare cinque euro sulla vittoria del Napoli e gli ho detto di sì. Abbiamo chiuso bene il ciclo.

La squadra ha giocato bene, la difesa ha retto e sulle ripartenze abbiamo sfruttato i troppi spazi che ci ha concesso la Fiorentina. Sul secondo gol del Napoli probabilmente non era angolo, mentre sul gol dei viola (che non è stato annullato, l'arbitro ha fischiato prima) la trattenuta c'era, è un fallo che alcuni fischiano e altri no, questione di metri di misura.

Ad ogni modo non so se sarebbe cambiato molto, anche se è pur vero che dopo lo svantaggio la Fiorentina ha reagito bene. Quello che gli ha tagliato definitivamente le gambe, secondo me, è stata l'occasionissima all'inizio del secondo tempo.

Vittoria secondo me meritata, il Lavezzi di stasera non è descrivibile con qualche aggettivo, ottimi Gargano e Cannavaro, perfetto come sempre Santacroce. Un po' sottotono Calaiò, che comunque è stato utile perchè ci ha fatto sfiorare il terzo gol con un bel tiro e ha liberato spazi per il Pocho.

La salvezza è ad un passo, cerchiamo di toglierci questo pensiero a Reggio Calabria.
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lunedì, 17 marzo 2008
Gianello: per un'ora avrebbe potuto bere birra e mangiare chili senza che la squadra ne risentisse. Quando viene chiamato in causa è pronto, anche se in una punizione piazza male la barriera e poi va a coprire da quel lato e rischia di farsi spiazzare dall'altro. Sufficiente. Voto: 6
Santacroce
: se le cassaforti fossero ermetiche come lui le banche risparmierebbero tanti soldini per quegli inutili metal detector. Mostruoso. Va portato all'Europeo. Voto: 8
Cannavaro
: chiude bene quando c'è da chiudere e se sbaglia rimedia subito dopo. Praticamente un manuale della contraccezione. Voto: 6,5
Domizzi
: questione di porte. Se non vuole contribuire a difendere quella del Napoli, ce n'è un'altra in legno massello: la aprisse e sparisse alla svelta. Voto: 5
Garics
: gli austro-ungarici, ad inizio secolo, dominavano l'Europa e avevano i migliori calciatori. Lui (nato in Ungheria e con passaporto austriaco) è l'incarnazione vivente del declino degli Asburgo. Voto: 4
Pazienza
: non pretendo una Duracell, ma non vorrei neanche la durata della "Premiata Pile Cannavacciuolo e figli". Voto: 5,5
Gargano
: spende fino all'ultima goccia dandosi completamente, una specie di Paris Hilton. Non ci andrei a letto ma come calciatore ci si può accontentare. Voto: 6
Hamsik
: oggi spende tanto, specialmente nel lavoro oscuro, puntualmente oscurato da un compagno troppo allegro. Voto: 6
Savini
: le prova tutte: un velo, un passaggio filtrante, un assist di tacco. Ma non è colpa sua se Trezeguet non è in giornata. Voto: 5
Lavezzi
: no, Ezechiele, stavolta non posso darti la sufficienza. Nella vita non bisogna accettare caramelle dagli sconosciuti, non bisogna consegnare pacchetti pensando che sia farina e non bisogna dribblare a centrocampo. Voto: 5,5
Calaiò
: prima era teso perchè si sentiva sempre in discussione. E lo capivo. Ora che Zalayeta si è distrutto i legamenti dobbiamo sottoporre Sosa al Leng Tch'e (n.b. per il bene del vostro stomaco, non cercatelo sulle immagini di Google) o ti decidi a giocare con continuità? Voto: 5

(Bogliacino: non posso addossargli la colpa di aver sostituito Hamsik. Mi sfogo tra tre giudizi. Voto: 6)
(Sosa: come disse Rocco, se non si hanno buone palle lavorare è difficile. S.V.)
(Contini: entrato per trasformare la resistenza in barricata. S.V.)

Reja: Ranieri capisce cosa non va e cambia in corsa. Lui non capisce cosa non va e cambia in corsa. Se la macchina va in tilt non è molto arguto strappare lo spinterogeno sperando che parta. Meglio chiamare un meccanico. Aurelio, chiamalo. Voto: 5
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lunedì, 17 marzo 2008
Sconfitta meritata, per via dell'atteggiamento troppo remissivo nel secondo tempo, anche se prendere un gol a un passo dal traguardo fa sempre rabbia. A dirla tutta, per quanto la Juve abbia meritato attaccando per gran parte della partita, mi sembra incredibile che sia nella posizione di classifica in cui è ora.

Non so se fosse una giornata storta, fatto sta che quest'anno la Juve l'ho vista quattro volte ed ha sempre giocato così. Intendiamoci, non gioca malissimo, anzi secondo me Ranieri sta facendo un buon lavoro visti gli elementi: la squadra ha qualche automatismo (non troppi) e pratica un calcio discreto. Però, francamente, questa Juventus non vale neanche l'unghia del mignolo del piede sinistro della Roma che ci ha battuto la settimana scorsa: hanno tirato per la prima volta in porta dopo un tempo e mezzo con un avversario chiuso nella propria trequarti. O la dirigenza interviene pesantemente sul mercato oppure, con questa rosa e questo gioco, in Champions basta che beccate un girone medio e uscite al primo turno.

Sul Napoli... Reja purtroppo ancora una volta non ha saputo cambiare in corsa quando ha visto la situazione mettersi male. Garics era nel panico, una prestazione oscena, se domani non trovo un 4 secco sulla Gazza promuovo una petizione di protesta. Savini, dopo un mesetto discreto, è tornato sui suoi livelli mediocri. Domizzi... se non vuole restare a Napoli può anche dirlo: la porta è lì.

Una parola su Santacroce: non ho paura a dire che ha delle potenzialità di livello mondiale. Non ho mai visto a Napoli un difensore del genere, ha dei tempi sull'anticipo mostruosi. Ho visto molti juventini invocare rigori, d'altro canto immagino che per il fallo su Lavezzi contestato abbiano fatto tanto casino anche a Napoli. Io dico che Rocchi ha arbitrato molto, ma molto bene. Santacroce ci ha salvato almeno in 6-7 occasioni, se continua a questi livelli per me è da portare assolutamente all'Europeo.

Niente drammi, il distacco dalla terzultima resta immutato e il ciclo infernale sta per finire con la partita teoricamente più fattibile, quella in casa con la Fiorentina. Per retrocedere dovremmo soltanto suicidarci.
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sabato, 15 marzo 2008

E rieccoci, dopo una pausa forzata di qualche giorno dovuta essenzialmente a delle decisioni importanti da prendere. Si riparte dalla fine, dall’ultimo, anzi vi dirò dalla squadra ultimissima per eccellenza: quell’Ancona 2003/04 che riuscì nell’impresa di fare meno punti del Napoli della retrocessione.

Pieroni è un nome che non mi ha mai suscitato fiducia. Forse perchè nel libro di Terzoli e Vaime “Le braghe del padrone” (da cui fu tratto l’omonimo film con Montesano) il protagonista, Vittorio Pieroni, è un umilissimo lavatore di finestre che fa carriera in una mega-azienda non si sa bene come, entrando via via in un meccanismo sempre più oscuro e corrotto. Non so se Pieroni abbia fatto tutto ciò, ma di certo con le braghe ha qualcosa a che fare, visto che dopo il suo addio alla squadra marchigiana non erano rimaste neanche quelle.

Eppure, per l’Ancona le premesse erano buone. La squadra era stata promossa in serie A al termine del campionato 2002/03, con in panca uno che dal calcio probabilmente non ha ricevuto quanto meritava, ovvero Gigi Simoni. La squadra era tutto sommato un buon mix: l’attacco era composto da due 34enni, che però rispondevano ai nomi di Maurizio Ganz e di Pasquale Luiso, il “Toro de Sora”. A ringiovanire il tutto la presenza sulla trequarti di Mattia Graffiedi, ex enfant prodige del Milan. Segnavano, segnavano abbastanza: Ganz timbrò il cartellino 11 volte, Graffiedi 9, Luiso segnò solo una doppietta alla Salernitana. A centrocampo Jimmy Maini, 31 anni suonati, teneva ancora botta. La difesa vedeva Scarpi a far la guardia a giovani in un buon periodo come Daino, altro prodotto “made in Milan”. Insomma, una signora squadra per la B, forse un pelino stagionata. A fine stagione, poi, andarono via l’ancora arruolabile Viali, il giovane Tarana e la stellina Graffiedi. Insomma, bisognava ricorrere al mercato per affrontare la serie A.

Io sono dell’opinione che quel Glen Grant fosse tremendamente invecchiato. Doveva essere una sorta di bomba atomica, visto che si stabilì che la squadra aveva poca esperienza e bisognava prendere elementi navigati, un po’ come sottoporre a dosi di tranquillanti gli abitanti di un ospizio. Andiamo a vedere la rosa e, soprattutto, gli acquisti. In porta via il trentenne Scarpi, spazio a Marcon, 33 anni. Ma per un portiere ci può stare. In difesa Milanese (32 anni), Bolic (32 anni), Maltagliati (34 anni). C’erano poi, più giovani, Lombardi e Marco Esposito, due che la serie A la vedranno davvero poco. Diverso il discorso per Sussi, che negli anni successivi avrebbe ben fatto nel Bologna, e per Daino che in A ci aveva già giocato col Milan: questi due elementi, (30 e 23 anni), forse vennero tenuti in panchina per evitare un pericoloso abbassamento dell’età media e innalzamento del tasso tecnico.

A centrocampo c’era Maini, con un anno in più, ma il problema non era lui. C’era Berretta, che nonostante il cognome da juniores aveva 32 anni, come il suo compare Perovic. Carrus era più giovane, ma ancora non pronto per la categoria, Mads Jorgenssen un pischello. La preoccupazione di non riuscire a totalizzare quattro ultratrentenni in campo spinse quindi la società ad un acquisto: l’ex nazionale Eusebio Di Francesco, anni 34, da un lustro sulla via del declino.

Ma è in attacco che avvenne il capolavoro: c’è gente che per molto meno ha preso il Nobel. Per rimpiazzare il partente Graffiedi, considerando che Luiso e Ganz erano a quota 35, la società prese il “giovane” Poggi (32 primavere) e, soprattutto, Dario Hubner, 36 anni. In quattro praticamente facevano 140 anni, ma non era sufficiente. A dare il colpo di grazia ci fu l’acquisto sensazionale: Mario Jardel, uno dei centravanti con la più alta media gol della storia. Ora, siamo tutti d’accordo sull’elementare concetto che se esiste il passato c’è un perchè. La Britney Spears di cinque anni fa era una cavalla da competizione, ma chi di voi ci sarebbe andato a letto dopo che era ingrassata, si era rasata a zero e credeva di essere Satana? Così Jardel arrivò ad Ancona al settimo mese. Sì, lo so che è uomo, intendo dire che erano sette mesi che si ingozzava di ogni schifezza possibile.

In panchina, però, l’esperienza non conta e Simoni viene cacciato, rimpiazzato da Menichini Leonardo da Viterbo. Strano? In realtà la società era stata coerente, voleva prendere Mazzone per guidare il gerontocomio, ma al rifiuto del tecnico prese il suo vice. Un po’ come se non potendo prendere Nesta prendo Digao. Si parte e subito si capisce che non sarà una stagione facile. La condizione atletica deve ancora arrivare, e se la prende molto comoda. La squadra strappa un pareggio al Modena, che sarà l’unico punto delle prime sei giornate. Menichini va via, arriva Sonetti, tanto per tornare in tema di terza età. Il buon Nedo può poco, alla fine del girone d’andata i punti sono 5 e la squadra è praticamente retrocessa: un calvario.

A Gennaio, però, Pieroni decide di tornare sul mercato. Ha capito tutto, lui. Il problema è che la squadra ha poca esperienza e quindi vanno presi elementi navigati. Quindi, a centrocampo, arriva Baggio. Non quello vero, ma Dino, anche lui abbondantemente tramontato. A centrocampo invece Helguera, non la stella Ivan del Real Madrid, ma il fratello Luis. Tutto ciò era nella logica societaria, che di pezzotti se ne intendeva sia in campo che nei bilanci: basti pensare che pochi anni prima in attacco c’erano Baggio e Vieri. Roberto e Bobo? No, Eddy e Max.

Andrà via Sonetti, arriverà Galeone, il tecnico che è riuscito a guidare sia questo Ancona che il Napoli dei sogni di Calderon e Stojak. L’Ancona otterrà la sua prima vittoria contro il Bologna, dopo undici giornate con due pareggi e nove sconfitte. I felsinei erano salvi, in crisi e senza obiettivi. Gli obiettivi li aveva invece l’Empoli, sconfitto alla penultima giornata e ancora in lotta per non retrocedere. A fine stagione l’Ancona fallirà mestamente.

Il problema, forse, era nella composizione della squadra. La rosa aveva poca esperienza, andavano presi elementi navigati...

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categoria:ultimissime