domenica, 11 maggio 2008
Tornato dopo otto giorni a Roma per vedere gli Internazionali di Tennis. Il blog riapre e sotto una buona stella.

Sono stanchissimo, quindi lascio un commento lapidario su Napoli-Milan: se oggi pomeriggio al Foro Italico avessi incontrato la Sharapova e lei mi avesse detto "Strapazzami come una pallina e infilami di diritto e di rovescio" probabilmente avrei risposto "Mi spiace Maria, ma sono reduce da tre orgasmi in un'ora e mezzo e sono privo di forze".
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lunedì, 28 aprile 2008

Iezzo: ieri sembrava un top manager di una multinazionale leader di settore a livello mondiale. In buona sostanza, vista la pericolosità del Siena, è stato pagato senza che facesse un cazzo. Voto: 6

Contini: come sopra, dalla sua parte i pericoli fioccano con la stessa frequenza della cometa di Halley. Voto: 6

P.Cannavaro: rispetto al fratello è meno preciso ma più scugnizzo. Lo dimostrano i lanci stile “Ave Maria madre di Dio” che spesso vanno a buon fine. Voto: 6,5

Santacroce: fa il mostro come lo aveva fatto con Cassano contro la Samp. Ieri, però, aveva di fronte Maccarone, e se il nome vuol dire qualcosa... Voto: 6,5

Hamsik: mancando Gargano pensa bene di darsi al moto perpetuo. Se non riusciamo a segnare non è certo per colpa sua. Voto: 6

Mannini: sorpresona! Un paio di chiusure stile difensore puro. Insomma, come se Ibrahimovic giocasse terzino, come se Nesta giocasse attaccante, come se Savini giocasse a calcio... Voto: 6,5

Garics: se davvero sentivamo la necessità di uno che provasse a fare autoreti tuffandosi in acrobazia tanto valeva prendere Fluffy il delfino. Voto: 5,5

Bogliacino: questo tizio a 25 anni giocava nella Sambenedettese in C. Perchè importare in Italia i vari Larrivey e Stuani? Voto: 7

Montervino: abbiamo capito che Reja preferirebbe a Dalla Bona anche una betulla selvatica del Bhutan. Comunque auguri per il debutto in A alla tenera età di 29 anni e 355 giorni. Voto: 6

Pazienza: qualcuno ieri l’ha visto correre. Ma c’è anche gente che dice di aver visto lo yeti. Voto: 5

Lavezzi: sguishhhhh! Voto: 6,5

(Sosa: sighhh! S.V.)

(Calaiò: sobbb! S.V.)

Reja: e una volta ti va bene... ma se la seconda non metti un perno in attacco è logico che hai difficoltà a segnare. E’ bello scommettere, ma se lo devi fare alla cazzo di cane a questo punto ingaggiamo Pupo. Voto: 5,5

postato da: Traxxer alle ore 19:13 | Permalink | commenti
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lunedì, 28 aprile 2008
Ci serviva una vittoria, per agganciare l'impero ligure fermato da una piccola armata toscana, per conquistare una postazione più avanzata. La truppa del Granducato, dal canto suo, ha fin dall'inizio messo in chiaro che avrebbe affrontato lo scontro a viso aperto, predisponendo un fossato dopo il centrocampo, del filo spinato al limite della difesa e una guarnigione di corazzieri a prevenire attacchi dalle ali del campo di battaglia.

Il generale Reja, vedendo i corazzieri, ha pensato bene di attaccare dalle ali e di affidare la carica centrale a due prodi soldati alti due metri. In totale.

Il controammiraglio Beretta, creatore delle omonime armi, ha così agevolmente potuto difendere il fortino. Lo scontro è terminato senza vittime, escluso il milite di origine austroungarica nonchè di madre ignota Gyorgy Garics, giustiziato sul posto dal popolo per aver cercato di deviare una pallottola nel cuore della difesa delle Due Sicilie. A fronte di tale atto di insubordinazione, infatti, è stato applicato il codice militare borbonico ed è stata inflitta al suddetto una condanna senza processo.

Cordiali e vividi saluti,
un ambasciatore di guerra
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categoria:napoli
martedì, 22 aprile 2008
Iezzo: l'attacco del Parma spaventa come un thriller di Giorgio Faletti. Lui controlla, ma nel finale per poco non si fa uccellare. Voto: 6
P.Cannavaro
: per gran parte del match l'unico modo che hanno i parmensi di tirare è diventare cocainomani. Voto: 6,5
Santacroce
: punito severamente per un abbraccio reciproco. Prima di Ayroldi certe vette di castità le aveva toccate solo Savonarola. Voto: 6,5
Domizzi
: i miei già precari ventricoli di fronte ad un rigore teso, angolato e alto rischiano di sbaraccare. Ma va bene così. Voto: 6,5
Gargano
: trotterella come i trentatrè trentini a Trento ma trentatre volte più veloce. Per essere coerente si fa espellere dopo trentatrè minuti della ripresa. Ma gli vogliamo bene, anche perchè somiglia ad Arnold. Voto: 6,5
Blasi
: vorrei rimproverarlo per l'ammonizione, ma visto che in campo c'era il massacro di San Valentino evito. Voto: 6
Hamsik
: come sovente dicono le donne "Ce l'abbiamo solo noi e costa tanto". Voto: 6,5
Savini: è nato per agevolare il compito della tecnologia. Se fossero tutti come lui non ci sarebbe bisogno del rallenty. Voto: 5,5
Mannini
: riesce a farsi i cento metri in apnea. Ma Maiorca intanto non giocava a calcio. Voto: 6,5
Lavezzi
: è nato per complicare il compito della tecnologia. Se fossero tutti come lui il rallenty servirebbe a poco. Voto: 6,5
Bogliacino
: l'ho detto, lo dico e lo ripeto. E' come se io avessi Jessica Alba chiusa nell'armadio. Voto: 7

(Grava: una volta tanto è stato preciso. Non nei passaggi o nelle chiusure, ma nel tiro. Il naso di Ayroldi ringrazia. Voto: 5,5)
(Garics: meglio di Savini. (© Lapalisse) Voto: 6)
(Sosa: è un echinoderma. I mammiferi sono dotati di piedi. Voto: 5)

Reja: sottile è il confine tra arguzia ed idiozia. Mettere in campo un attacco senza un punto di riferimento era un rischio. Gli va bene. Voto: 6,5
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mercoledì, 16 aprile 2008
Pagelle avariate di Napoli-Atalanta. Perdonatemi, ma il ciclone elettorale per i comuni al voto è finito solo oggi...

Iezzo: buona prova, pessimi i telecronisti che dicono che ha giocato perchè ha recuperato e non perchè Gianello la scorsa settimana è andato per funghi. Il calcio è così: "Avrai la tua opportunità, ma ci guardiamo bene dal dare giorno, mese, anno e secolo". Voto: 6,5
P.Cannavaro
: ferma gli avversari prima che inizino ad attaccare. Se fosse medico praticherebbe aborti dieci minuti prima della fine del Maurizio Costanzo Show. Voto: 6,5
Contini
: comodo giocare al livello uno di Defend Your Castle. Si tratta solo di stoppare due o tre omini che cercano di attaccare. Voto: 6
Domizzi
: gioca! Gioca! Eureka! Poi per non smentirsi manda affanculo mezza squadra, ma gioca! Voto: 6
Savini
: va contro un cadavere, si impegna e riesce a spuntarla di misura. Voto: 6
Mannini
: a un certo punto parte in mezzo a tre difensori. Poi ricorda di essere Mannini e perde palla. Comunque corre come un dannato. Voto: 6
Gargano
: a questo punto la terra può anche essere piatta. Se lui ha sfatato il tabù del moto perpetuo tutto è possibile. Voto: 7
Hamsik
: non è Dio. Quel fannullone il settimo giorno lo trascorse guardando MTV e mangiando pizza. Voto: 7
Blasi
: non si fa ammonire. E' questo il vero giallo. Voto: 6
Lavezzi
: il gol di braccio fa parte di un normale disegno divino. Spero solo non inizi a sniffare coca. Voto: 7,5
Calaiò
: detta un paio di passaggi di ritorno verso la tribuna laterale. Voto: 5

(Sosa: cambia la partita. Se cambiasse anche i piedi sarebbe insostituibile. Voto: 6,5)
(Pazienza:  prima rompeva i maroni ai tifosi, ora rompe il gioco agli avversari. Apprezzabile evoluzione. Voto: 6)

(Montervino: è così che va impiegato. Sul 2-0 negli ultimi minuti. S.V.)

Reja: bene, ma c’è bisogno di agitare lo spettro della riconferma ogni volta che non fa fesserie? C’è anche gente cardiopatica che legge i giornali... Voto: 6,5

postato da: Traxxer alle ore 20:34 | Permalink | commenti
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domenica, 13 aprile 2008
Siamo arrivati alla fine del primo tempo in queste condizioni. Il mio amico e sua sorella dormivano, il padre del mio amico sonnecchiava e anche io avvertivo un pericoloso abbiocco.

La gara aveva la stessa consistenza e combattività di un'amichevole estiva contro la Rappresentativa Valsugana.

Al secondo gol clamoroso sbagliato da Lavezzi mi stavo rassegnando ad un garbato zero a zero.

Poi, non si è capito più niente: gol di Hamsik in tap-in, manata di Lavezzi, persino Sosa stava segnando. Il tutto contro un'Atalanta che, Tissone a parte, forse sperava di segnale per un improvviso e fortissimo colpo di vento.

Tre punti, da fine stagione. Ci resta una sola gara seria, quella in cui sbatteremo definitivamente il Milan fuori dalla Champions.
postato da: Traxxer alle ore 20:52 | Permalink | commenti
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lunedì, 07 aprile 2008
Gianello: in occasione del primo gol del Catania si esibisce in una delle sue specialità, l'imitazione di Rain Man. Compie una parata su Baiocco, ma ciò non cancella la sua colpa di avere dato il La al massacro dell'Etna. Voto: 5
Santacroce
: Vargas gli scappa da tutte le parti. Domanda per la lampadina di Archimede: cosa speravi che facesse di meglio Grava? Voto: 5
Cannavaro
: memorabile la scena in cui tutta la difesa parte in fuorigioco e lui resta impietrito come se avesse visto la Bindi nuda. Voto: 5
Domizzi
: a sorpresa il nostro rifugiato politico è quello che regge meglio. Gli avranno adeguato il contratto scrivendo S.S. Lazio invece di S.S.C.Napoli? Voto: 5,5
Mannini
: ieri ha giocato a tombola, è l'unica spiegazione. Altrimenti non so come facesse a sapere che nella smorfia il baccalà vale 77. Voto: 5
Gargano
: quando gioca così ha la stessa utilità che un parapalle in titanio avrebbe per Wayne Bobbit. Voto: 5
Pazienza
: come direbbe un maestro elementare in servizio a Scampia: "Un paio meriterebbero la sufficienza, tra questi lui". Ma il sei politico per gli altri qui non esiste. Voto: 6
Hamsik
: no, non è facile impostare l'azione se ad andare in sovrapposizione è un uomo chiamato Savini. Prova qualche tiro con lo stesso ottimismo del giocatore di basket che tira dalla difesa a un secondo dalla fine. Voto: 5,5
Savini
: giocatore a tutto campo, nel senso che fa cazzate a sinistra (si fa fuggire Sardo sul gol del Catania), a destra (sul tiro di Vargas tenta un mortale ritornato) e in attacco. Poi, a un certo punto, colpisce la palla di testa secondo l'antico tecnica jujitsu " Ando Kojo Kojo" e prende un palo. Gradevole come la carta vetrata al posto della carta igienica. Voto: 3,5
Lavezzi: onestamente? Se mi fai un paio di slalom seminando ogni volta tre difensori e prendi un palo in una giornata così, io non posso non darti la sufficienza. Voto: 6
Sosa
: hai giocato dodici minuti e non ci vedi più dalla fatica? Prova il nuovo Kinder Mierda. Voto: 4

(Calaiò: non centra la porta da venti centimetri. Un po' come se vado a letto con Selen e non riesco a centrare il buco. Voto: 5)
(Grava: non è colpa sua se Reja pensa che abbia i superpoteri. S.V.)
(Bogliacino: poteva farlo entrare lunedì pomeriggio, il caro Reja. S.V.)

Reja: Vargas semina Santacroce, Santacroce è più forte di Grava, Vargas umilierà Grava. Questo è un sillogismo. Vargas semina Santacroce, Santacroce è più forte di Grava, Grava fermerà Vargas. Questo è un illogismo. Voto: 5
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lunedì, 07 aprile 2008
Ci sono partite che nascono male e continuano peggio. Al Napoli di ieri tante cose sono andate storte, ma questo non toglie nulla al fatto che abbiamo giocato una delle peggiori partite della stagione.

Erano scarichi? Possibile, ma se in quelle due ore avessi sonoramente dormito non mi sarei perso niente. Da evidenziare le prestazioni di Savini e Sosa, il primo letteralmente umiliato da Vargas e il secondo capace di sbagliare quello che si poteva sbagliare e quello che non si poteva sbagliare.

Reja? Se gli americani fossero stati reattivi come lui si sarebbero posti il problema di Hitler quando le sue truppe erano arrivate in Arkansas. E poi... cambi del piffero: Santacroce non va alla grande, ok, ma metti Grava?

Comunque, quest'anno è andata così e non possiamo lamentarci. Ora che abbiamo pagato la cambiale mi aspetto di vedere uno serio in panchina.
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martedì, 01 aprile 2008

Rivoluzione e anticonformismo, capelli lunghi e vestiti larghi, Woodstock e marijuana. In una parola, gli Anni ‘70. Il Mondo è capovolto: musica, politica, società, arte. Non c’è un aspetto della vita che non conosca cambiamenti radicali. Nel calcio il simbolo della novità è l’Olanda. Una squadra magnifica, ideale sintesi delle due massime espressioni di club. Il Feyenoord, apripista dei trionfi con il successo nella Coppa Campioni ’70, e il grande Ajax, tre volte consecutive sul tetto d’Europa, dal ’71 al ’73. Gli Ajacidi in particolare sono i vessilliferi di un calcio modernissimo, che ha abrogato le specifiche di ruolo e si basa su una preparazione atletica superiore, sistematica, con sedute di allenamento massacranti, corse lunghe chilometri, scatti e controscatti tra pianure e colline.

I giocatori poi non sono più semplici protagonisti sul campo. Si spostano in ritiro con fidanzate e mogli al seguito, vestono alla moda, portano i capelli al vento, concedono interviste solo a pagamento, si fanno sponsor, vendendo gli articoli di cui sono i proprietari (dalle magliette ai palloni) e mettendo la loro faccia sui prodotti pubblicitari. Fuori dal campo, la più grande rivoluzione culturale applicata al calcio, con i calciatori che diventano divi di Hollywood, macchine per fare soldi, attori strapagati di un circuito chiuso e inaccessibile.

In campo, di rivoluzionario c’è molto meno di quello che comunemente si pensa. Il “calcio totale”, privo di ruoli fissi, con sovrapposizioni continue e movimenti costanti senza palla è di ispirazione danubiana e gli ungheresi 20 anni prima lo hanno già confezionato, pronto per l’uso; la zona è concetto vecchio come il Mondo; una preparazione atletica avanti alla propria epoca per inchiodare gli avversari sul ritmo era già stata applicata da Erbstein, nel Grande Torino del dopoguerra.

Di certo, gli olandesi tracciano il solco: dopo di loro, il calcio diventa atletismo, fisicità, senso del collettivo, e tale resta per una decina d’anni prima che un argentino di 160 cm riporti l’individuo al centro dell’universo, come in una vera e propria rivoluzione copernicana al contrario, vincendo un Mondiale da solo. Resta la qualità assoluta di una generazione fantastica, che ha nel divino Johan Cruyff, per molti il più grande calciatore europeo di tutte le epoche, il suo zenith.

Rinus Michels (foto a destra), tecnico dell’Olanda in vista del Mondiale ’74, assembla una squadra su due blocchi, Ajax e Feyenoord, come già aveva fatto Sebes con l’Ungheria (Honved più Voros Lobogo). Ecco come si presenta l’Olanda ’74, fedele nello schieramento iniziale al 4-3-3, il modulo che forse meglio di qualunque altro si adatta ai meccanismi della zona, e con i giocatori che smettono di seguire la numerazione classica delle maglie dall’1 all’11 ma scelgono i numeri che più a loro piacciono.

In porta Jongbloed, uno sberleffo ai canoni del ruolo, con l’8 sulla maglia, la divisa gialla (che suscita parecchia ilarità tra pubblico e critica), la tendenza a uscire palla al piede. Tra i pali si dimostra però spesso un discreto estremo a dispetto della negativa fama. In difesa, i punti fissi sono i due centrali, Haan più portato alla costruzione del gioco, e Rijsbergen. A centrocampo, le due pedine basilari sono il regista Van Hanegem, cervello del Feyenoord, detto “il Gobbo” per l’andatura ricurva ma dotato di grande fondo atletico e spiccato senso del gioco. Al suo fianco, lo sgobbone Jansen.

Tutti gli altri giocatori sono in continuo movimento e a turno possono tramutarsi in terzini, ali, mediani, attaccanti. A partire dai terzini nominali, Suurbier a destra e Krol a sinistra, giocatori di grandi mezzi fisici e tecnici, in particolare il secondo, emblema della nuova versatilità dei difensori e capace nel proseguio della carriera di trasformarsi in un superbo libero. In mezzo, il più universale di tutti, Johan Neeskens, che nasce centrocampista ma opera con indifferente bravura in difesa, come mediano, regista, rifinitore e attaccante. L’attacco consta di tre pedine molto mobili: le ali Rep e Rensenbrink che spesso si accentrano per favorire l’avanzata di Suurbier e Krol, e il grandissimo Joahn Cruyff (foto a sinistra). Figlio di una lavandaia, orfano di padre a 12 anni, da piccolo è esile come un giunco. Duri allenamenti alla scuola ajacide lo temprano nel fisico fino a trasformarlo in un superbo atleta. Cruyff diventa ben presto il simbolo del calcio olandese e di un’epoca: la tecnica superiore, l’atletismo dirompente, il carisma tipico del leader sono abbinati a una velocità supersonica che gli permette di infilarsi tra le pieghe della partita ove più lo portano l’estro e le varie situazioni di gioco: da attaccante centrale, posizione da cui è solito partire, lo si può trovare nel giro di un minuto a dettare i tempi nel cuore della manovra, salvo ripartire nuovamente a velocità tripla verso la porta avversaria.

Il Mondiale ’74 si inchina alla bellezza del gioco orange: sovrapposizioni, velocità, pressing, una ragnatela di passaggi brevi, un torello continuo e sistematicamente proiettato verso la porta avversaria. Uruguay, Bulgaria, Argentina, Germania Est, Brasile: la lista delle vittime, impotenti di fronte a uno spettacolo così sublime, è lunga.

Si arriva così all’appuntamento più atteso, la finale di Monaco del 7 luglio 1974, tra quelle che sono davvero le migliori nazionali del Mondo: la conservatrice Germania Ovest di Beckenbauer e l’innovatrice Olanda di Cruyff. Alla prima azione di gioco, gli olandesi vanno in porta senza mai far toccar palla ai padroni di casa: Cruyff parte con il suo solito imprendibile stile, Vogts lo atterra. Rigore, puntualmente trasformato da Neeskens. Sembra l’inizio del solito dominio, del solito spettacolo.

Ma la Germania ha qualità e nervi saldi per non crollare. Beckenbauer capisce che non è il caso di salire palla al piede e posizionarsi davanti alla terza linea come d’uopo, ma resta in attesa, alle spalle di tutti a controllare e ragionare con certosina pazienza. I tedeschi non hanno fretta, aspettano e ripartono. Al 25’ ottengono un giusto rigore, e il maoista Breitner fa 1-1 dagli undici metri. L’Olanda ricomincia ad attaccare, in un forcing continuo ma la difesa tedesca, protetta da un magistrale Kaiser Franz e con Vogts che ha messo la museruola alla stella Cruyff, regge l’urto. E al 44’, una percussione a destra di Bonhof è premiata al centro dal guizzo del solito rapace Gerd Muller che si gira in un nanosecondo e fa secco Jongbloed. Nella ripresa la marea orange si fa ancora più impetuosa ma non basta. Alla fine a festeggiare sono i padroni di casa. Meno rivoluzionari, meno portati a spendere energie fisiche e atletiche, ma ugualmente meritevoli del titolo grazie a una qualità di assi di straordinaria levatura.

Il secondo posto ridimensiona in parte il progetto olandese ma i frutti oramai sono gettati sulla scena internazionale. Gli Europei ’76, chiusi al terzo posto, segnano il passo d’addio alla nazionale di Cruyff. Ai successivi campionati del Mondo del ’78, senza più il maestro Johan, l’Olanda arriva ancora seconda alle spalle dell’Argentina padrona di casa ma si rende protagonista di un calcio meno rivoluzionario e spettacolare, anche se sempre con l’imprintur della zona. Un’ulteriore conferma che è il valore dei singoli (in questo caso, è venuto a mancare Il Singolo per eccellenza, Cruyff) a rendere spettacolare e forte una squadra ed efficace un modulo. Perché è la qualità dei solisti la vera arma che ha permesso al movimento olandese di vincere 4 Coppe Campioni consecutive e arrivare a un passo dal doppio trionfo Mondiale. Anche se molti, soprattutto in Italia, non riescono sulle prime a capirlo.

postato da: Traxxer alle ore 21:43 | Permalink | commenti (5)
categoria:leggende
lunedì, 31 marzo 2008
Gianello: vede Fontana sbagliare un'uscita e per ribadire la sua superiorità in quel settore due minuti dopo uccide tre mosche con una manata mentre il pallone sfila via. Per il resto pronto. Voto: 6
Domizzi
: ammonito, torna tra i diffidati. Scommettiamo che alla prossima prende un giallo? Comunque si guadagna la pagnotta, anche se spesso la guadagna senza giocare. Voto: 6
Cannavaro
: rapidissimo su Amauri nel primo tempo. Con una velocità del genere rischi di farti investire da un'auto spinta da un passante. Nella ripresa torna tra noi umani. Voto: 5,5
Contini
: a un certo punto l'ho visto sulla fascia destra a chiudere su Balzaretti che aveva saltato il paletto-Grava. Contemporaneamente è apparso a dodici fedeli in un pub della Scozia e teneva un comizio elettorale a Belluno. Voto: 6,5
Grava
: terza persona singolare, indicativo presente, verbo gravare, ovvero pesare negativamente su qualcosa. Quando il nome è tutto un programma... Voto: 4,5
Savini
: oggi si limita alla fase di scopertura e la fa bene. Voto: 5
Hamsik
: non me la sento di andare oltre la sufficienza, perchè ha giocato male e si pettina i capelli come io mi pettino nelle mutande. Però che capata, che capata, che capataaaaaaaaaaaa! Voto: 6
Blasi
: potrebbe mettere su un servizio di asportazione menischi a freddo, senza anestesia. Tanta grinta, alla prossima ci mancherà. Voto: 6
Pazienza
: quello del primo tempo non era un tiro, era tentato omicidio. Meglio del solito. Voto: 6,5
Calaiò
: fa un lavoro talmente sporco che potrebbe darsi una ripulita rotolandosi nel carbone. Ma gioca bene. Voto: 6,5
Lavezzi
: entra un ragazzino nel Palermo e lo squalo 2 improvvisamente si sposta a sinistra... alla fine paga. Ma stia attento al Telefono Azzurro. Voto: 7

(Garics: non fa rimpiangere Grava, ma per farlo rimpiangere avrebbe dovuto uccidere un raccattapalle a mani nude. Voto: 6)
(Bogliacino: l'elemento tattico che apre il Palermo, darei la palla destra per avere il suo piede sinistro. Voto: 6,5)
(Sosa: a fine stagione ci lascerà. E' come perdere un figlio. Anzi, un nonnetto molto arzillo. Grande Pampa. Voto: 6,5)

Reja: cucù, a volte ritornano. Oggi azzecca tutte le sostituzioni, l'ultima volta che era successo era ancora in vigore la costituzione di Carlo Alberto. Bene anche lui (Reja, non Carlo Alberto). Voto: 6,5
postato da: Traxxer alle ore 13:22 | Permalink | commenti (1)
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